“Dal castrum al cluster: le mappe della formazione nelle pieghe della metropoli” è un’inchiesta articolata in un ciclo di conferenze metadisciplinari che vuole misurare, con e oltre gli strumenti dell’architettura, le trasformazioni che hanno investito i modelli di insediamento, la raffigurazione simbolica e la morfologia dei luoghi universitari.
La scommessa è decifrare, attraverso le tassonomie d’analisi proprie della metropoli, l’evoluzione dei territori dell’università, laddove gli atenei non riconoscono più come proprio ambito spaziale una porzione urbana a loro dedicata, ma l’intera struttura metropolitana, completa dei suoi nessi infrastrutturali, nodi produttivi e centri direzionali: L’università eccede il recinto e si fa metropoli, nelle forme meticcie dislocate lungo la linea di crinale tra formazione e produzione, ridisegnando le figure dello studente e del ricercatore nei terreni grigi del lavoro a tempo, remunerato in titoli formativi, e ricostituendo le tipologie dei suoi luoghi nelle forme ibride a cavallo tra le aule universitarie e le stanze del lavoro
0. IL TEMPO TRAGICO DELLA TRANSIZIONE.
il salto di paradigma.
relazioni
CHRISTIAN MARAZZI economista, SUPSI.
E’ l’incontro preliminare di preparazione al ciclo di conferenze.
Circoscrive l'ordine del discorso, intorno le forme dell'attualità, dove il linguaggio è chiamato a produrre organizzazione e il lavoro diventa comunicazione.
I. MUTAZIONI DELL’UNIVERSITA’.
dal castrum al cluster.
relazioni
DAVID FANFANI urbanista, università di firenze.
BRETT NEILSON docente di scienze umanistiche, university of western sydney.
GIGI ROGGERO storico, università di cosenza.
Analizza il processo di riforma che ha investito l’istruzione, riposizionando l’università all’internodel mutato paradigma produttivo e i modelli insediativi che hanno segnato l’evoluzione degli atenei,nel tentativo di rintracciare una archeologia dei luoghi del sapere.
II. FUGA DAL ‘900. HIC ET NUNC.
indagini nei territori della metropoli.
relazioni
MARCO BASCETTA giornalista, manifestolibri.
RAUL MORDENTI filosofo, università di tor vergata.
Affronta le trasformazioni che hanno attraversato negli ultimi trenta anni i modelli produttivi, economici e sociali confrontandole con le ricerche sullo spazio antropizzato, prodotte dalle avanguardie radicals degli anni settanta in architettura e urbanistica.
III. LA CULTURA DELLA CONGESTIONE.
la dottrina del manhattanismo.
relazioni
FRANCO FARINELLI geografo, università di bologna.
AUGUSTO ILLUMINATI filosofo, università di urbino.
GABRIELE MASTRIGLI architetto, università di ascoli piceno.
E’ dedicata ai fenomeni di cumulo, congestione e densità alla base della cultura della metropoli; alle implicazioni che investono la struttura urbana, il linguaggio architettonico, gli usi e i flussi nella metropoli.
IV. KUNSTWERK _O DEL LAVORO DELLA CULTURA.
processi di trasformazione nella metropoli
relazioni
IVAN BERCEDO architetto, quaderns de arquitectura de catalunya 2000 2005.
STEFANO CATUCCI filosofo, università di ascoli piceno.
BENEDETTO VECCHI giornalista, il manifesto.
Ruota intorno all’ipotesi che in una società in cui le facoltà cognitive degli uomini e delle donne sono poste al centro del lavoro, il variegato mondo della cultura e della formazione agisca come un potente motore di trasformazione urbana.
V. LA CITTA’ IDEALE _O DELLO SPETTRO DEL CONTROLLO_.
tecnopolitica della progettazione.
relazioni
AUGUSTO ILLUMINATI filosofo università di firenze.
FRANCESCO RAPARELLI filosofo, università di firenze.
Il lato oscuro dell’architetto nei progetti delle città utopiche dal rinascimento ad oggi: il Libro V del De Re Aedificatoria di Alberti, il Panopticon di Bentham, la Cité Industrielle di Garnier, la Ville Radieuse di Le Corbusier, il funzionalismo, l’architettura diagrammatica e la teoria dei flussi all’interno delle dinamiche del controllo dai modelli disciplinari alla biopolitica.
VI. TEMI DI DISPERSIONE URBANA.
la lezione di Las Vegas.
relazioni
STEFANO MILANI architetto, delft university of technology.
BERNARDO SECCHI urbanista, IUAV.
AGOSTINO PETRILLO sociologo, politecnico di milano.
Tratta il tema della città diffusa, delle sue differenti declinazioni, della capacità di adattamento del modello rispetto alla organizzazione a rete e della sua adozione da parte di diversi soggetti istituzionali e privati, in particolare dell’università.
VII. CONCLUSIONI.
La discussione pubblica sugli esiti del seminario e la presentazione del lavoro di cartografia, mappatura e progetto sull’Ateneo Roma come caso studio; sulle implicazioni architettoniche e di struttura urbana che la formazione assume nelle pieghe della metropoli.

dal castrum al cluster
Presso l'Università
degli Studi Roma3
Facoltà di Architettura
SEDI:
Via Aldo Mauzio, 72
Via Madonna dei Monti, 40
GIORNATA CONCLUSIVA DEL SEMINARIO