LABIRINTO
DEFINIZIONE: secondo la concezione antica, struttura
architettonica o edificio a pianta molto complessa, con un intrico di passaggi,
ambienti e portici che rende difficile orientarsi o trovare l’uscita.
MITOLOGIA: il termine “Labirinto” designa l’edificio che il re Minosse fece costruire dall’architetto Dedalo a Cnosso, nell’isola di Creta, per farne la dimora del Minotauro. Caratteristica di tale palazzo era la complessità della sua pianta, per cui era difficilissimo entrarvi, ma soprattutto impossibile uscirne. Solo Teseo riuscì nella ardua impresa: addentrandosi nell’edificio per uccidere il Minotauro, riuscì a ritrovare la via d’uscita, seguendo il percorso indicato dal filo fornitogli dalla principessa Arianna, con il quale aveva segnato tutta la strada percorsa all’andata.
STORIA: oltre
l’esperienza cretese, il labirinto è presente come motivo ornamentale
nelle pitture rupestri.
Erodoto e Plinio ricordano edifici egiziani ed etruschi a forma di labirinto.
Decorazioni a spirale o a meandri si possono ritrovare nella ceramica attica,
nell’arte ellenistica e romana. Nel Medioevo questi motivi servono come
decorazione pavimentale nelle chiese e, nel Rinascimento, labirinti tracciati
con alte siepi sempreverdi, sono spesso presenti nei giardini all’italiana.
CURIOSITA’:
il labirinto di forma circolare, detto “Labirinto di Salomone”,
contrassegnava i manoscritti di alchimia.
Verso la fine dell’età antica il labirinto divenne un simbolo:
poteva indicare la vita, con tutte le sue difficoltà, oppure per i
cristiani, il faticoso cammino dell’anima verso Dio o, anche, l’iniziazione
a una setta segreta.
CITAZIONE: il
labirinto, da Cnosso in poi, passando per il Castello Kafchiano rappresenta
l’edificio costruito per gestire un potere di pochi, funzionale a deviare,
confondere, obnubilare le domande, i dialoghi, il pensiero creativo, le istanze
di libertà e di scambio relazionale, labirinto che diviene il contenitore
del mistero, di ciò che blocca il processo di conoscenza dell’intera
realtà sociale.[…]
Il labirinto diventa lo strumento che condiziona tutte le dimensioni di vita,
in quanto offre un modello sul quale lo stesso individuo giunge a configurarsi,
e ciò conduce necessariamente ad un’interpretazione della società
intesa come sommatoria di tante individualità labirintiche, scisse
e confuse tra loro.
G. Marcacci